Si chiama proprio Salmone Argentato, o Coho, una delle cinque varietà che vivono e crescono nelle acque freschissime e incontaminate dell’Alaska.

Una delizia che, grazie alle leggi sulla pesca di questo Paese tanto lontano ma così ricco di fantastici e suggestivi paesaggi, arriva sulle nostre tavole con la massima garanzia in quanto a bontà, qualità e sicurezza.

Perché sicurezza? Perché è selvaggio, cioè vive e si alimenta in modo naturale, direttamente in mare, di plancton e piccoli crostacei, nuota per migliaia di km e risale torrenti restando magro e con le carni molto sode.

Inoltre, una volta a bordo dei pescherecci, viene portato a terra e lavorato in impianti di trasformazione situati in una miriade di comunità costiere lungo i ben 54mila chilometri di costa dell’Alaska.

Ma quali sono le caratteristiche del salmone selvaggio argentato?

Prima di tutto il peso, che varia dal 2,7 ai 5,4 kg, poi le macchie scure sul dorso e sulla parte superiore della coda. La sua vita si svolge per due anni in acqua dolce e per altri due anni in mare.

Come tutti i salmoni dell’Alaska le sue peculiarità salutistiche sono veramente tante. Dall’alto contenuto di proteine, agli omega 3, fonte di grassi buono quali DHA E EPA che si trovano solo nel cibo proveniente dal mare, alle indispensabili vitamine B12, A e D fino al Selenio, un elemento chiave nella disintossicazione dal mercurio.

La caratteristica più curiosa? Gli avannotti di salmone argentato stabiliscono i propri territori nelle acque dolci e li difendono dagli altri salmonidi!

Ora non vi resta che scegliere una ricetta da chef e portare in tavola bontà, freschezza e salute.