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David McClellan

Rappresentante regionale dell’Alaska Seafood Marketing Institute

C/ Borrell 7 – Local 19 08190 St. Cugat del Vallès (Barcellona) Spagna

Tel:+34 93 589 8547
Fax:+34 93 589 7051

E-mail: dmcclellan@alaskaseafood.org
Web: www.alaskaseafood.org

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SULLE MONTAGNE DELL’ALASKA

Maestosi ghiacciai, fiumi, foreste, parchi meravigliosi… L’Alaska è una terra che, più la si conosce e più riserva sorprese. Un esempio? Le montagne. Non parliamo di iceberg, ma di una vera e propria catena montuosa. Si chiama “Alaska Range”, e si trova nella regione centro-meridionale dello Stato americano. Qui si trova il monte Denali, la più alta vetta del Nord America , meta di scalatori famosi, anche italiani.

Alto più di 6.000 metri, il suo nome, fino al 2015, era McKinley, ma grazie al presidente Obama è tornato a chiamarsi Denali, come veniva chiamato alle origini dagli indigeni Koyukon Athabaskans che vivevano in quell’area. Il Denali è una vetta quasi sacra per gli statunitensi.

Maestosa, potente, è la più prominente del Pianeta dopo l’Everest e l’Aconcagua. Pur non raggiungendo le altezze delle sue rivali, è tutt’altro che facile da scalare. La prima volta che ci provarono fu nel 1903 ma purtroppo fu un insuccesso probabilmente dovuto a una inadeguata attrezzatura. Le difficoltà sono soprattutto rappresentate da quei 5.500 metri che separano la base dalla sommità.

Una zona isolata e, proprio per questo, battuta da venti rigidi e severi. Nel novembre 2003, la stazione meteorologica installata a quota 5.700 m registrò una temperatura di -83,4° che, sommata ai venti, portava la percepita a oltre -90! Scalarla in inverno è un’impresa veramente ai limiti della sopravvivenza. Ad arrivare lassù ci ha provato, con successo, anche uno dei nostri più grandi “eroi” della montagna, quel Riccardo Cassin che, nel 1961, a 52 anni, scalò la parete Sud, la più complicato ed intricata del Denali.

Un’impresa che fu elogiata persino dal presidente Kennedy!

Questa via, ancora oggi, si chiama la Cassin Rodge e sono molti gli alpinisti che fanno di tutto per provare ad arrivare in cima. Pensate che esistono persino delle società che vendono biglietti per l’ascesa che comprendono 21 giorni di spedizione a un prezzo di oltre 8.000 dollari, escluso viaggio, vitto e alloggi. Una meta possibile dunque? Non proprio, anche perchè l’ossigeno necessario per arrivare fin lassù è veramente tanto così come importanti sono le corde fisse e i portatori.

Qualche dato? Sino al 2017 su oltre 1000 tentativi solo la metà degli scalatori hanno messo gli “scarponi” sulla vetta. Certo, chi è stato lassù ha vissuto un’esperienza straordinaria ma, per gli “avventurieri” da salotto” restano sempre gli aerei e gli elicotteri a facilitare il tour.

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