SALMONE SELVAGGIO DELL’ALASKA: FRESCO O SURGELATO?

Sì. è vero, molti pensano che il pesce fresco sia decisamente superiore per qualità a quello surgelato ma, quando parliamo di Salmone Selvaggio dell’Alaska è importante sapere che cosa succede immediatamente dopo la pesca.
Una volta a bordo, viene subito portato a terra dove viene lavorato in appositi stabilimenti per avviarlo alla commercializzazione.
La Costituzione dello stato dell’Alaska prevede un periodo di pesca compreso tra maggio e ottobre per proteggere la sostenibilità della specie e in questo mesi è possibile consumarlo fresco.
Ma, perché sia disponibile tutto l’anno, è necessaria la surgelazione.
Questo procedimento non ne altera assolutamente la qualità e la freschezza perché tutte le sue fasi, dalla cattura, alla pulitura, al raffreddamento, al trasporto, avvengono con la massima rapidità e accuratezza.
E’ infatti previsto che, durante le battute di pesca, per evitare una permanenza troppo lunga sul peschereccio, il Salmone Selvaggio d’Alaska venga trasferito su navi frigorifere dove viene immediatamente raffreddato con ghiaccio o con acqua salata ghiacciata.
Quando poi viene scaricato, è pronto per essere sistemato in grandi contenitori, sempre ricoperto di ghiaccio, pulito e avviato alla surgelazione. Si tratta di operazioni assolutamente sicure perché costantemente controllate dal Dipartimento della Pesca in modo che arrivi al consumatore intatto nella sua freschezza.
Acquistare il Salmone Selvaggio d’Alaska surgelato non è “un ripiego” ma una scelta sicura.
Nulla infatti viene pregiudicato, né la consistenza perfetta delle sue carni, né l’alta qualità e, se siete intenditori ve ne accorgerete, nemmeno il profumo.
Lo potrete gustare con quel fantastico sentore di mare che solo un pesce straordinario può offrire!