SALMONE SELVAGGIO DELL’ALASKA, FONTE IMPORTANTE DI VITAMINA D

A,B,C,D,E,K… ma quante sono le vitamine? Tante. E tutte fondamentali per la nostra salute. La vitamina D, ad esempio, è spesso carente nel nostro organismo soprattutto per chi vive nelle
grandi città avare di sole e per chi non cura particolarmente una corretta alimentazione.

C’è chi supplisce a questa carenza con integratori, con qualche scappata al mare nei week end della bella stagione ma, per la maggior parte di noi, a contare dovrebbe essere anche ciò
che mettiamo in tavola.

La vitamina D è presente in tanti prodotti, dal latte, al succo di arancia, al tuorlo d’uovo ecc. ma i pasti affrettati e i gusti personali non riescono a raggiungere la quantità
del nostro fabbisogno giornaliero che viene indicato dai nutrizionisti in più di 600 IU.

Un aiuto che soddisfi salute e palato? Il salmone, uno dei pesci che piace praticamente a tutti e che può essere cucinato in tanti modi diversi. Il suo contenuto di vitamina D è infatti
molto alto. Pensate che in 100 gr di prodotto si trovano addirittura tra i 361 e i 685 IU. Riferendoci dunque al dato sopra indicato (ottimizzandolo a 1000 IU) ecco che questo pesce
diventa un prezioso alleato.
Con una distinzione doverosa però. Infatti è solo il salmone selvaggio a contenere in media la quantità più alta di vitamina D, superiore almeno tre volte rispetto al salmone di
allevamento!

Scegliere bene è dunque molto importante. Il salmone selvaggio dell’Alaska è una garanzia di altissima qualità perché naturale e sostenibile in quanto proviene dalle pulitissime e
fredde acque dell’Oceano Pacifico e da un pescato rigoroso regolamentato dalla Costituzione di questo Paese.

Buono e sicuro, rappresenta un ottimo alleato per la salute e per la dieta. Un alimento perfetto per mantenersi in forma.