Giovedì 14 maggio dalle ore 7 del mattino, si apre la stagione di pesca del salmone rosso (sockeye) nell’area del leggendario “Copper River”, come annunciato dall’ Alaska Department of Fish and Game, Agenzia di riferimento legislativo per la regolamentazione della pesca.

Si potrà pescare il salmone rosso per 12 ore. Diversamente per la pesca del salmone king che è attualmente interdetta.

Nelle ultime settimane si è registrato un aumento della popolazione di pescatori e impiegati giunti in zona per l’imminente inizio della stagione di pesca del salmone che durerà nel complesso cinque mesi.

L’annuncio della città di Cordova comunica che 250 pescherecci con reti da posta, si stanno preparando per la stagione della pesca ai tempi della pandemia che, però, sembra non avere raggiunto le sponde della cittadina nel territorio del Prince William Sound nell’Alaska meridionale.

Durante questo periodo di permanenza è prevista una quarantena di 14 giorni, obbligatoria e regolata da leggi governative, a bordo dei pescherecci e, nel caso, presso la struttura alberghiera Reluctant Fisherman.

I pescatori saranno assistiti con consegna di cibo e altri beni di necessità. Oltre ad aver installato dispositivi igienizzanti per le mani in cima a tutte le rampe di accesso ai pescherecci, nella disposizione legislativa si prevede anche che il centro del porto di Cordova sia il riferimento ove siano issate le bandiere nere e gialle della quarantena.

Inoltre una nota esplicativa comunica che la città è soggetta a limitazioni di aperture e di orari delle attività di impresa e di esercizi pubblici, per limitare il contatto tra persone, proprio in considerazione del grande afflusso di migrazione riscontrato all’inizio della stagione di pesca.

Attualmente, nessun caso di contagio è stato registrato a Cordova. Il quotidiano cittadino“Cordova Times” riporta che a partire dal 5 maggio, sono stati effettuati 59 test di coronavirus in città, di cui 44 sono risultati negativi e 15 ancora in attesa di referto. Gli operatori sanitari locali sarebbero in grado di sottoporre a test circa 1.134 persone.

Il pescato effettivo dell’anno scorso è stato il 28% in più rispetto a quello medio precedente dei 10 anni 2009-2018 e con un peso medio a pesce di 2,495 kg considerato il più elevato degli ultimi cinque anni.

Ambedue segnali evidenti della salute della popolazione ittica selvaggia dell’Alaska.

Infatti, nessuno degli stock di salmone SELVAGGIO dell’Alaska è minacciato o in pericolo perchè le limitazioni (tipo di pesce, periodo e località di pesca) sono dettate dai regolamenti dell’Alaska Department of Fish and Game che gestisce la pesca al salmone fissando degli “obiettivi di fuga” che consentono  ad un numero sufficiente di salmoni adulti di fuggire alla cattura e di raggiungere le zone di riproduzione nelle acque dolci, mantenendo in questo modo la salute delle popolazioni di salmone a lungo termine.

Per mantenere tali risultati le quote della pesca fluttuano di anno in anno perchè l’ADFG prende decisioni sulla gestione, durante la stagione, per più di 15.000 corsi d’acqua di riproduzione che vengono gestiti dallo stato e stabilisce tempi, luoghi e tipi di pescato.