Le zone di pesca. – E’ proibito pescare sia troppo lontano dalla costa, dove il rischio di intercettare dei salmoni diretti ai fiumi lontani sarebbe molto alto, sia troppo vicino, in quanto in questa zona  si trovano grossi assembramenti di salmoni che sarebbero pericolosamente vulnerabili.

I responsabili della pesca dell’Alaska, durante la stagione delle catture, possono scegliere giorno per giorno quali sono le aree dove e’ consentito pescare, tenendo in considerazione il comportamento dei pesci, il livello dell’acqua ed altri vari fattori.

Questo permette una ragionevole separazione temporale tra il passaggio dei banchi di salmoni così che ogni pesca sia mirata.

Le licenze delle barche da pesca sono strettamente regolamentate da un sistema chiamato “permesso limitato”. Chi vuole pescare salmoni deve acquistare una licenza valida da un altro pescatore, che la cede,  in quanto non vengono rilasciate nuove licenze. Questa regolamentazione permette un controllo razionale della pesca senza provocare effetti indesiderati sul futuro ripopolamento del salmone.

Le attrezzature per la pesca, come le reti a sacco e le reti a maglia stretta, devono essere costruite con maglie a più filamenti anzichè con un unico filamento che le rende meno visibili.

Infatti le reti devono galleggiare per essere visibili e costantemente controllate.

 Tutte le reti hanno dimensionali prestabilite e periodi di impiego ben definiti. Anche le attrezzature e la pesca all’amo sono strettamente regolamentate.

La pesca con reti a strascico non è permessa per il salmone. Le attrezzature da pesca ed il corretto utilizzo eliminano qualsiasi cattura accidentale di mammiferi marini e/o uccelli.

Il sistema di pesca dell’Alaska e’ molto ben studiato e gli ottimi risultati ottenuti durante quattro decadi sono testimoni delle risorse tuttora disponibili.

Il Comitato della Pesca dell’Alaska decide le linee di condotta e le norme che regolano la pesca mentre il Ministero delle Risorse della Pesca e della Caccia (ADGF) si occupa delle ricerche biologiche, e convalida le norme e le decisioni emanate dal Comitato.

Il principale obiettivo del Comitato della Pesca in Alaska è quello di garantire che un numero sufficiente di salmoni sessualmente maturi riesca ad evitare la cattura e a risalire i fiumi per deporre le uova, assicurando così la sopravvivenza delle specie.

Questo obiettivo deve essere raggiunto ogni anno con la massima certezza per ciascuna specie. Tutti gli interventi da parte dell’uomo, specialmente la pesca commerciale, sono subordinati a questo principio guida. A causa dei cambiamenti delle condizioni ambientali, come ad esempio il fenomeno climatico di “el Nino”, il numero totale dei pesci adulti che tornano per riprodursi può variare.

Al fine di mantenere l’obiettivo sopra riportato, di anno in anno viene definita la quantità permessa di pescato per ciascuna specie.

Una pesca abbondante e ben gestita è un supporto importante per il commercio e la lavorazione del salmone, il settore che dà maggior occupazione in Alaska.

La stragrande maggioranza dei salmoni dell’Alaska vengono portati a terra e lavorati in miriadi di stabilimenti presso le piccole comunità che si trovano lungo i ben 75.000 km. di coste del paese. Da sempre, dato che l’economia di questi villaggi e paesi dipende dal salmone, esiste un forte stimolo a gestire la pesca in modo da salvaguardare il futuro della specie.

Il Salmone dell’Alaska contribuisce anche a mantenere forti e sane le popolazioni di orsi, aquile e molte altre specie di uccelli e mammiferi.

L’abbondanza di predatori e necrofagi che dipendono del salmone rappresentano una chiara prova del successo ottenuto con la politica di gestione delle risorse peschiere del salmone in Alaska che costituisce un elemento importante dell’ecosistema naturale dove vivono queste specie.

Contrariamente a quanto accade in altre regioni del mondo, le popolazioni di salmone dell’Alaska non sono in pericolo di estinzione.